Nella ricorrenza del 60°
anniversario dalla fine della seconda Guerra Mondiale, nel
ripercorrere le terre che hanno visto tangibilmente e
storicamente quelle tragedie, segnaliamo un itinerario
storico, culturale e naturalistico inserito nella valle
del fiume Santerno, nell’alto Imolese, che giunge fino
alle montagne dell’Appennino Tosco-Emiliano, presentando
una Romagna che racchiude tra i suoi splendidi crinali
lussureggianti culture di viti e frutteti di ogni genere
ricchi di colori e profumi in particolare in primavera. Di
grande interesse il paese di Castel del Rio col suo antico
ponte e Palazzo degli Alidosi, attuale sede del Museo
della Guerra per poi giungere al passo della Futa al
Cimitero Militare Tedesco che accoglie oltre 30.800
caduti.
Il
Museo della Guerra di Castel del Rio, dedicato alla Linea
Gotica
info: 0542.95.554
Ricavato all’interno del
rinascimentale Palazzo Alidosi e con uno sviluppo di quasi
1000 mq di superficie, il Museo della Guerra di Castel del
Rio, fondato nel 1978 grazie all’intraprendenza di
alcuni privati cittadini, raccoglie oggi circa 2000 pezzi,
alcuni dei quali rari e pregiati, articolati nelle tre
sezioni dedicate alla Seconda Guerra Modiale e alla Linea
Gotica, alla Guerra di Resistenza e alle Deportazioni e
alla Prima Guerra Mondiale. Si tratta di una delle
raccolte private più ricche dell’intera regione,
costruita nel tempo grazie all’impegno della popolazione
e alla contiguità con uno degli scenari bellici più
cruenti della campagna d’Italia: lo sfondamento della
Linea Gotica, avvenuto poche decine di chilometri più a
sud di Castel del Rio. Lo stesso territorio alidosiano –
in particolare i crinali che sovrastano l’abitato -
divenne teatro di dure contese tra le truppe della
Wehrmacht e le forze alleate, americane prima e inglesi
poi, tanto che fu il primo del nord Italia a essere
liberato (settembre 1944). Lo spazio più ampio del Museo
è pertanto occupato dalla ricca raccolta di armi, divise,
materiale bellico vario, oggetti personali, fotografie e
documenti riferibili al passaggio del fronte nella Valle
del Santerno. Tra i reperti più interessanti l’aereo
Texas T6 da ricognizione, sistemato nei giardini del
Palazzo, le tristemente famose mitragliatrici MG tedesche,
le machine-pistolen, i vari fucili da truppa, le radio,
gli indumenti e le dotazioni individuali di soldati di
cinque diverse nazionalità. Merita menzione, per la
curiosa storia che lo vide protagonista, il vecchio
gonfalone del Comune, sottratto da un soldato americano
dell’88.ma Divisione proprio il giorno della Liberazione
del paese, portato negli Stati Uniti e poi personalmente
restituito in occasione del suo primo ritorno,
nell’estate 1997. Oggi il Gonfalone è conservato
all’ingresso del Museo della Guerra.